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Acquisire nuovi clienti B2B: tattiche digitali che funzionano davvero

Scritto da Eclettica Akura | 20-mag-2022 16.00.46

Le tattiche digitali per acquisire nuovi clienti B2B sono le stesse che conosci già (SEO, ADV, social, email...), ma nel B2B funzionano solo se collegate tra loro e tracciate a livello di CRM. Preso singolarmente, ogni canale genera contatti. Solo l'integrazione li trasforma in clienti.

Un'azienda che acquista un macchinario o un servizio non decide dopo un solo clic. Nel B2B il percorso coinvolge più persone, richiede più verifiche e si allunga per settimane o mesi. Le tattiche digitali che seguono restano valide, ma il modo in cui le usi cambia: non servono a catturare un'attenzione impulsiva, servono a costruire una presenza costante nei punti in cui i decisori cercano informazioni prima di parlarti.

Qui di seguito trovi le 7 leve più utilizzate, con l'obiettivo che ciascuna serve davvero in un contesto B2B.

1) SEO (Search Engine Optimization)

Cos'è. La SEO ottimizza il sito perché si posizioni nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca. Serve contenuto pertinente e aggiornato, che i motori indicizzano quando qualcuno cerca un termine legato al tuo prodotto o servizio.

Obiettivi principali: acquisizione di nuovi clienti, fidelizzazione dei clienti.

Nel B2B la SEO ha un ruolo diverso rispetto al B2C: chi cerca un fornitore raramente converte alla prima visita. Il sito deve comparire più volte lungo un percorso di ricerca che dura settimane, rispondendo a domande via via più specifiche.

Un approccio SEO strutturato tiene conto proprio di questo: non basta una parola chiave, serve un impianto di contenuti che accompagni la decisione.

2) Pubblicità a pagamento: search e social

Cos'è. Nella pubblicità a pagamento paghi per comparire in posizioni privilegiate, sia nei risultati dei motori di ricerca (search ads, pay per click) sia nei feed social (ad esempio LinkedIn Ads). Cambia il meccanismo con cui intercetti l'utente, non il principio.

Obiettivi principali: vendite, acquisizione di nuovi clienti, branding.

Le due logiche funzionano in momenti diversi del percorso d'acquisto.

La search ads funziona sulle parole chiave e le frasi di ricerca (long tail): rende quando il decisore ha già chiaro il problema e sta confrontando soluzioni, mentre su termini generici il costo per clic sale e la qualità del contatto scende.

Il social ads, e in particolare LinkedIn Ads per il marketing B2B, lavora prima nel percorso: non intercetta una ricerca attiva, ma costruisce consapevolezza su ruoli e settori precisi, prima ancora che il decisore inizi a cercare attivamente un fornitore.

Se vuoi approfondire la parte più tecnica di impostazione delle campagne, leggi anche Pubblicità online: creare campagne sponsorizzate.

3) Video marketing

Cos'è. Comunicazione veicolata attraverso video, con riprese o animazioni 2D/3D, pensata per trasmettere in modo semplice contenuti utili.

Obiettivi principali: branding, fidelizzazione dei clienti, creazione di valore.

Nel B2B il video funziona meglio quando spiega un processo complesso in modo rapido, ad esempio il funzionamento di un prodotto tecnico o i passaggi di un servizio. Approfondisci in Le migliori tipologie di digital video marketing.

4) Social media marketing

Cos'è. Far comparire i propri contenuti nei feed di un pubblico profilato, grazie agli strumenti che le piattaforme mettono a disposizione.

Obiettivi principali: branding, creazione di valore, partecipazione (eventi, interazioni).

Nel B2B italiano il social che pesa davvero, dal lato organico, è soprattutto uno: LinkedIn. È lo spazio in cui i decisori seguono aziende del proprio settore prima ancora di cercarle su Google. Trovi una guida più operativa in LinkedIn content strategy B2B.

5) Email marketing

Cos'è. Trasmette comunicazioni commerciali a un pubblico profilato. È misurabile, mirato e personalizzabile su larga scala.

Obiettivi principali: fidelizzazione dei clienti, creazione di valore.

Nel B2B l'email marketing è anche lo strumento che tiene vivo un contatto durante un ciclo di vendita lungo, quando il decisore non è ancora pronto a parlare con un commerciale. Una sequenza di nurturing ben costruita accompagna il contatto tra una fase e l'altra senza forzare i tempi: ne parliamo in Come creare una campagna di lead nurturing efficace. Per la parte più operativa sulla costruzione della newsletter, leggi Newsletter che portano clienti e non finiscono nello spam.

6) Content offer e lead magnet

Cos'è. Un contenuto di approfondimento, guida, checklist o webinar, che offri in cambio dei dati di contatto attraverso un form. È il punto in cui tutte le altre tattiche (SEO, ADV, social, email) convergono: portano traffico, ma è il content offer a trasformare quel traffico in un contatto lasciato.

Obiettivi principali: acquisizione di nuovi clienti, qualificazione dei lead.

È l'anello che manca quasi sempre quando si elencano le tattiche digitali in astratto: generare visite non equivale a generare contatti. Un content offer ben costruito risponde a una domanda precisa in una fase precisa del percorso d'acquisto, non un contenuto generico buono per tutti. Per esempio, questa stessa guida sull'inbound marketing che trovi qui sotto è un content offer:

7) Marketing automation e lead scoring

Cos'è. L'insieme di strumenti e processi che tracciano il comportamento di un contatto (pagine viste, email aperte, contenuti scaricati) e assegnano un punteggio a quel comportamento, per capire quando un lead è pronto per il commerciale.

Obiettivi principali: qualificazione dei lead, allineamento tra marketing e vendite, acquisizione di nuovi clienti.

Questo è il passaggio che collega tutto quello che hai letto finora: le prime sei leve generano contatti, ma senza un sistema che li tracci e li qualifichi, marketing e commerciale finiscono per lavorare su liste scollegate. Il lead scoring risolve proprio questo, assegnando priorità a chi merita davvero una telefonata. Ne parliamo in dettaglio in Cos'è il lead scoring e perché è utile.

È lo stesso principio che abbiamo applicato per un cliente del settore packaging, dove le prime sei tattiche di questo articolo erano già attive ma lavoravano isolate: solo collegandole tramite CRM e marketing automation sono diventate un sistema coerente. Il caso Gualapack racconta come.

Conclusioni

La parte più utile è mettere in relazione le tattiche, non sceglierne una sola. Quale mix serve dipende dalla strategia di marketing complessiva, dal prodotto o servizio che vuoi promuovere, dai tempi e dal budget disponibile.

Per portare avanti questi progetti servono più competenze insieme: chi definisce la strategia, chi scrive i contenuti, chi cura la parte visiva, chi gestisce il calendario editoriale, chi sviluppa gli asset digitali, chi alloca il budget media, chi coordina tutto.

Nel nostro team lavoriamo così, con inbound marketing e CRM integrati fin dall'inizio, non aggiunti dopo.